Quando l'azienda attraversa una fase di tensione finanziaria, non è sempre necessario o opportuno attivare procedure pubbliche e complesse come il Concordato Preventivo. Se la crisi è gestibile e circoscritta (ad esempio, uno squilibrio temporaneo con il ceto bancario), il Codice della Crisi d'Impresa (CCII) offre uno strumento stragiudiziale altamente riservato: il Piano Attestato di Risanamento (PAR), disciplinato dall'art. 56.
Il PAR, non richiedendo l'approvazione di un Giudice, necessita di un'attenta analisi da parte di un esperto indipendente. Perché, allora, un'azienda dovrebbe sostenerne i costi?
Cos'è e come funziona il Piano Attestato
Il Piano Attestato di Risanamento è un documento finanziario, redatto dall'imprenditore insieme ai propri consulenti, che illustra il percorso strategico per riequilibrare la situazione patrimoniale e finanziaria della società.
Non vi sono vincoli di forma particolari, ma il cuore della procedura risiede nell'attestazione: un professionista terzo e indipendente (iscritto in appositi albi) deve certificare due elementi:
- La veridicità dei dati aziendali inseriti nel piano.
- La fattibilità economica e giuridica del piano stesso (cioè che le azioni previste siano realmente in grado di risanare l'esposizione debitoria e assicurare la continuità aziendale).
Una volta attestato, il piano fa da base per stipulare accordi privati con i creditori coinvolti (tipicamente le banche per la rinegoziazione dei mutui o delle linee di credito).
I 3 vantaggi del PAR per l'imprenditore
Essendo il PAR un accordo puramente privato, ci si potrebbe legittimamente domandare per quale motivo una scrittura privata con l'ente creditore non basti. Quando un'azienda è in tensione finanziaria, i pagamenti che effettua o le garanzie che concede ai creditori rischiano, in caso di successivo e malaugurato fallimento (liquidazione giudiziale), di essere annullati (tramite azione revocatoria) o di configurare reati ascrivibili all'amministratore (bancarotta semplice o preferenziale).
Il PAR ex art. 56 CCII evita questi rischi, fornendo tre tutele fondamentali:
- Esenzione dall'Azione Revocatoria (art. 166 c. 3 lett. d CCII): Tutti gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse dall'azienda in esecuzione del piano attestato non sono soggetti a revocatoria. Significa che la banca o il fornitore possono incassare le rate o istituire un'ipoteca in totale sicurezza, senza il timore di dover restituire pagamenti o garanzie a un futuro curatore in sede giudiziale.
- Scudo Penale per l'Amministratore (art. 324 CCII): I pagamenti e le operazioni effettuate in coerenza con il piano attestato sono esentati dai reati di bancarotta preferenziale e bancarotta semplice. L'amministratore è legalmente tutelato per aver cercato di salvare l'azienda in buona fede seguendo un piano certificato.
- Riservatezza Assoluta: Il PAR è un atto privato. L'imprenditore può decidere di iscriverlo nel Registro delle Imprese (ad esempio per ottenere determinati benefici fiscali), ma non è obbligatorio. Questo permette di ristrutturare l'esposizione bancaria senza allarmare fornitori o dipendenti.
Limiti del Piano Attestato
Essendo uno strumento puramente privatistico, il PAR ha due limiti intrinseci che il consulente legale deve attentamente valutare:
- Nessuna falcidia o stralcio: Non esistendo un Giudice che omologa il piano, non è possibile imporre stralci o dilazioni ai creditori dissenzienti, come invece avviene generalmente negli Accordi di Ristrutturazione o nel Concordato Preventivo, anche tramite la Transazione Fiscale.
- Nessuna Misura Protettiva Automatica: Il PAR non blocca in automatico pignoramenti o azioni esecutive. Se l'azienda è già sotto aggressione dei creditori o di decreti ingiuntivi imminenti, il PAR non offre un riparo. In questi casi potrebbe essere opportuno ricorrere alla Composizione Negoziata della Crisi al fine di attivare le misure protettive ex art. 18 CCII.
La scelta del corretto strumento di risanamento non ammette errori di calcolo, poichè redigere un Piano Attestato richiede fiducia e coordinamento tra consulenti legali ed imprenditore.