In un panorama economico instabile, caratterizzato da continue pressioni sui costi operativi, una temporanea mancanza di liquidità è ormai diventata una situazione fisiologica per molte imprese. Da anni ormai il legislatore ha consolidato un netto cambio di paradigma: la crisi è una fase gestibile e non più sinonimo di fallimento, se tempestivamente intercettata.

Strumento principe di questa visione è la Composizione Negoziata della Crisi d'Impresa (CNC). Con l'entrata in vigore del Decreto Correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024) e le recentissime linee guida del Decreto Dirigenziale 23 aprile 2026, la procedura CNC ha assunto una forma ancora più protettiva per l’imprenditore.

Cos'è la composizione negoziata e come funziona:

La Composizione Negoziata è un percorso riservato e stragiudiziale. Viene attivata volontariamente dall'imprenditore tramite una piattaforma telematica quando l'impresa si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, a condizione che vi siano concrete prospettive di risanamento. La peculiarità di questo strumento, a differenza di altre procedure, consiste nel mantenimento della gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa da parte dell’imprenditore.

La procedura prevede la nomina di un Esperto Indipendente. Il suo ruolo è quello di facilitare le trattative con creditori, banche e istituzioni. Grazie al Decreto del 2026, il c.d. “test pratico" preliminare è diventato centrale: il piano di risanamento redatto deve basarsi sui flussi di cassa correnti ed effettivi, premiando gli imprenditori che agiscono con tempestività e trasparenza.

I 4 grandi vantaggi per l’imprenditore

L'accesso alla CNC offre tutele immediate, oggi notevolmente rafforzate grazie ai correttivi:

Lo "scudo" contro le azioni esecutive (art. 18 CCII):

Richiedendo le misure protettive, l'imprenditore paralizza pignoramenti e azioni cautelari dei creditori sul patrimonio aziendale fino alla conclusione delle trattative.

Tutele rafforzate nei rapporti bancari (Art. 15 c. 4 CCII):

Le banche non possono più sospendere o revocare le linee di credito "in automatico" solo perché l'azienda ha avviato la CNC. Dunque, il Correttivo-ter impedisce agli istituti di credito il declassamento del credito bancario sulla sola base dell’accesso alla procedura negoziale. In altri termini, tali istituti dovranno specificare espressamente le ragioni di un'eventuale revoca.

La Transazione Fiscale nella CNC (art. 23 c. 2 bis CCII):

Tra le innovazioni più recenti vi è l’apertura alla negoziazione con le autorità fiscali. Oggi è possibile proporre un accordo transattivo all'Agenzia delle Entrate per il pagamento parziale o dilazionato del debito fiscale direttamente all'interno della Composizione Negoziata, senza dover passare per procedure concorsuali più pesanti.

Sospensione degli obblighi societari e cause di scioglimento (art. 20 CCII):

Dal momento dell’apertura delle trattative, l’imprenditore può dichiarare la sospensione di obblighi o cause di scioglimento (per riduzione o perdita del capitale sociale) derivanti dal Codice civile. In questo modo, l'imprenditore mantiene la piena gestione dell’impresa senza subire alcun spossessamento dei propri beni, potendosi concentrare sul risanamento dei debiti senza l’ombra della liquidazione d'ufficio o di azioni di responsabilità.

Quando attivare la Composizione Negoziata della Crisi

Il successo della CNC dipende dal tempismo dell’imprenditore nell’intercettare i segnali d’allarme. L'inerzia espone, potenzialmente, gli amministratori a gravi responsabilità personali per mala gestio, non avendo evitato un prevedibile dissesto aziendale. L'art. 3 CCII fornisce i parametri oggettivi (i c.d. "adeguati assetti" ex art. 2086 c.c.) che devono far scattare suddetto allarme:

  • Test della liquidità (DSCR): i flussi di cassa liberi attesi (liquidità reale, al netto di spese operative e tasse) per i successivi 6-12 mesi non sono capaci di coprire le rate dei debiti.
  • Dipendenti e Fornitori: Debiti verso i dipendenti scaduti da oltre 30 giorni (superiori alla metà del monte salari mensile) o debiti verso fornitori scaduti da 90 giorni (superiori a quelli non scaduti).
  • Banche e Fisco: Ritardi nei pagamenti bancari o sconfinamenti da oltre 60 giorni, oppure superamento delle soglie di debito IVA e INPS che fanno scattare le segnalazioni di allerta.

Il ruolo dell'Advisor Legale nel successo dell'operazione:

La Composizione Negoziata è uno strumento potente per scongiurare il dissesto patrimoniale, ma anche altamente tecnico. Il supporto di uno Studio Legale specializzato, nel ruolo di consulente dell'imprenditore, è indispensabile per una serie di motivi:

  • Valutare preventivamente i segnali d'allarme ed elaborare, oltre al DSCR, il c.d. "test pratico", ai sensi del recente Decreto Dirigenziale 2026, ai fini dell’accesso alla procedura.
  • Richiedere e difendere in Tribunale l'applicazione delle misure protettive nei confronti di creditori aggressivi.
  • Strutturare la proposta di transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate.
  • Impedire alle banche revoche illegittime degli affidamenti, sfruttando le nuove difese del Correttivo-ter.
Affrontare i primi segnali di tensione patrimoniale è il primo dovere di un amministratore diligente